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ASSOCIAZIONE TIRO DINAMICO SIENA

POLIGONO DI TIRO DI MACERETO

1 Collocazione geografica della tenuta di “Macereto – Tolomei”, dove è situato il poligono di tiro

2 Origine del nome

3 Cenni di geologia- flora e fauna- area a prevalente vocazione agricola- forestale

4 Preistoria-etruschi-romani-medioevo-attuale

5 Storia di Macereto:

     Origine del castello- Sede della Fam.Tolomei,
     Strada Maremmana e ponte Macereto
     Fiume Merse e sue atiche terme del Doccio

6 Evoluzione agricola dell’azienda ed ampliamento al palazzo Padronale di Campeccioli.

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1. COLLOCAZIONE GEOGRAFICA:

La tenuta di macereto, dove si trova il poligono di tiro, in “ Pianlunghi” ( campi piani e lunghi ) è situata in Loc. Omonima sulla arteria viaria Siena-Grosseto chiamata anche Grossetana o Maremmana a Km 20 da Siena e a Km 50 da Grosseto in prossimità del ponte sul fiume Merse.
Trovarsi nel comune di Murlo ( Siena ), centri abitati vicini sono: Casciano, Campeccioli, San Lorenzo a Merse e il punto di ristoro Il Doccio, antica trattoria dove le origini si perdono nella notte dei tempi, distrutta dal passaggio della Secondo Guerra Mondiale  e successivamente ricostruita.
Area ben raggiungibile proprio perché spaccata dalla S.S 223 con veloci inserimenti sull’autostrada del Sole, l’ Aurelia e la Cassia, queste ultime antiche  strade Consolari Romane.
Per meglio visualizzare il Posto si inserisce relativa cartina geografica dei luoghi.

2. ORIGINI DEL NOME

L’origine del nome di questo luogo è molto originale, probabilmente deriva dalle vasche di “ Macerazione” di vegetali, piante tessili, lino, canapa ed altre.
Le vasche di macerazione dette anche comunemente “ Macerine” si trovano sull’argine del fiume Merse in prossimità di sorgenti di acqua calda.
Nelle vasche riempite di acqua calda veniva messo a macerare per alcune settimane piante tessili, secche, lino e canapa dove avveniva un processo di alterazione dei tessuti non fibrosi della pianta tessile, come la cellulosa, rimanendo invece inalterate le fibre.
Successivamente con un ulteriore operazione fisica di bastonatura con un attrezzo chiamato  “Capisteio” venivano liberate le fibre dalla cellulosa e il materiale era pronto ad essere filato e passato al telaio per fare tessuti vegetali, o tessuti con filati vegetali e lana detti “ Mezzolani”.

3. FORMAZIONE GEOLOGICA FLORA E FAUNA

La formazione geologica è prevalentemente calcarea mentre in profondità si trovano estesi banchi di argilla, vi è presenza di gabri a sinistra del fiume Merse e di macigno di Roccastrada sulla sua destra che va da “Rosia Roccastrada Civitella M. “
Il terreno agricolo è prevalentemente di trasporto e le colline sia alla sinistra che alla destra del fiume, sono di origine Morenica modellate dall’ultima glaciazione risalente a circa ventimila anni fà.
La Flora presente rispecchia sia la composizione di terreni “ Ph acido, neutro o basico” sia l’ambiente Pedoclimatico, vegetazione di ripa o di fondo valle e di collina, ambiente più arido.
Nel fondo valle prevale una vegetazione arborea di salicacee come pioppi s.pp, vetrici, acacie, vitalbe, fusaggine, rovi e rigogliosa vegetazione erbacea di graminace e ad altre specie.
Sul versante destro del fiume dove i terreni sono a composizione prevalentemente più acida prevale il castagno, il leccio, la sughera, il cerro ( nelle zone più umide), roverella in minor presenza, olmi, cornioli, carpini, agrifogli, aceri e pino marittimo portato in zona con i rimboscamento forestali, erica,  calluna, ginestra dei carbonai e funghi.
Sul versante sinistro terreni più basici e più aridi, prevale la roverella, il leccio, il ginepro, il corbezzolo, il mirto comune, la ginestra e un’ eccezione, il ginepro coccolone e vegetazione erbacea tipica di questi sub strati.
La fauna presente è formata da grossi ungulati, cinghiali, daini, caprioli, cervi (rari), volpi, gatto selvatico, ghiri, scoiattoli, martole, faine, donnole, puzzole, lontre (rare), lepri, fagiani.
L’ avifauna comprende colombi selvatici, tortole, gazze, ghiandaie, corvi, cornacchie, petti rossi, usignoli, tordi, capinere, fringuelli ecc.
Lungo il fiume, germani e altri palmipedi ed alcuni esemplari di airone cenerino.
Mentre l’aria, cosi’ come si presenta “incontaminata” dal punto di vista naturalistico dentro le riserve naturali del Farma- Merse è da sempre a vocazione agro-forestale-faunistica.
L’area è anche ricca di minerali in quanto al limite delle colline metallifere e ricca di acque minerali sulfuree calde.

4 PREISTORIA – ETRUSCHI- ROMANI- MEDIOEVO- ATTUALE

La valle del fiume Merse dalle sorgenti alla foce sul fiume Ombrone è ricca di insediamenti preistorici più o meno noti e ricchi di materiale ritrovato nel corso degli scavi o ricerche effettuate e giacente presso la facoltà di Preistoria dell’Università di Siena. Siti importanti si trovano, a Pian delle Tende ( selci lavorate e asce di bronzo), Feriera ( selci e altri oggetti) mentre nei ripiani più bassi, Pian del Doccio – Macereto, selci lavorate.
Gli Etruschi anch’essi sono molto presenti con ritrovamenti di tombe di quel periodo, data anche la conformazione calcarea del terreno che ben si presta ad essere scavato.
La presenza Romana è legata alla strada consolare “ Cassia” che scorre nelle vicinanze e ad edifici del tardo Romano Impero.
Il periodo Medievale insieme e da solo, è molto presente nell’area interessata castello di Macereto, Torre di Capraia, Castello di Petriolo, Torre di Crevole, Abbazia di San Galgano, Castello di M, Pescini questi l’insediamenti più noti e tuttora esistenti e visibili, passaggio in luogo di Papi ed Imperatori ,( Federigo Barbarossa ed Enrico VII di Lussemburgo). La storia moderna-contemporanea non è altro che il proseguo del periodo precedente con l’ampliamento dei villaggi esistenti, Casciano, San Lorenzo a Merse e il crearsi di grosse fattorie agricole e forestali con coltivazioni di cereali, viti, olivi e un consistente allevamento bovino, suino ed ovino.
Fatti tangibili, il periodo Napoleonico con il riassetto amministrativo del territorio, la bonifica idraulica del Gran Duca Leopoldo di Toscana detta anche “ Bonifica Leopoldina”
mirante alla regimazione del corso fluviale del Merse ed il passaggio della II° Guerra Mondiale dove da questi luoghi nel Giugno 1944 ( 28-06-1944) passarono delle truppe del C.E.F. ( Corpo di Spedizione Francese) quindicimila uomini circa, quasi tutti Magrebini che proseguendo per Siena e liberato Certaldo furono rimpatriati.
Nelle vicinanze di Macereto le truppe del C.E.F. furono passate in revista dal Gen. C. De Gaulle. Di fronte a queste istintive truppe vi erano le truppe tedesche in ritirata.

5 STORIA DI MACERETO:
 
a) ORIGINE DEL CASTELLO DI MACERETO:

               La sua origine risale all’ alto Medioevo intorno al 1000 d.c. e sorge in cima ad una collina di calcare forse un vecchio e disattivo vulcano circondato alla base da terreno pianeggiante e da un’ampia ansa del fiume Merse.
Si dice che da qui sia venuta l’antica e nobile famiglia senese dei Tolomei, conosciuta anche per la Nobile figura femminile quale La Pia dei Tolomei.
Nel borgo era costruita una chiesa dedicata alla Madonna. L’ appartenenza della tenuta alla Famiglia Tolomei si può vedere anche dai termini di confine della stessa, dove è scolpita una “Grande T” e detta anche tenuta dei Tolomei dalla persone più anziane.
Il castello da quanto sappiamo nel 1300  fu distrutto dalle truppe Pisane che risalivano la strada Maremmana verso Siena e da qui ripiegarono tornando indietro.
Del castello possiamo vedere i resti in cima alla collina dei “ Poggioni” cosi’ chiamata, mentre più in basso il casolare del podere il “Palazzaccio” .

b) STRADA MAREMMANA E PONTE A MACERETO

La strada Maremmana o Grossetana serviva all’antico Stato di Siena per raggiungere la Maremma fino al porto di Talomone sbocco a mare della Repubblica Senese. La strada partendo da Siena, Croce del Travaglio passa, per Macereto, Petriolo, Paganico, Grosseto ed oltre.
Una strada piena di storia, a sterro fino al 1959 anno in cui è principiato il suo ammodernamento cosi come la vediamo oggi.
I piccoli torrenti o fossi eccetto il Merse e il Farma, fino agli inizi del 900 non vi erano ponti ed il loro passo era a guado. Il fiume Merse in località Macereto era attraversato con ponte costruito con più arcate in pietra e mattoni, antico ponte si dice realizzato su progetto dell’Architetto senese Baldassarre Peruzzi. Il ponte è stato ricostruito più volte perché distrutto o dalle piene del fiume o da eventi bellici. Attualmente il ponte è inagibile dal 1961 a causa di una grossa piena del fiume. La strada fino ai primi anni del II° dopo guerra è stata oggetto della “ transumanza” i greggi di pecore che dall’Appennino andavono a svernare in  maremma e tornavano sull’Appennino in estate.
Si dice che a pochi km dal Ponte di Macereto sempre sulla strada vi sia stata un osteria detta “ Osteria Bruciata” bruciata e distrutta perché si dava da mangiare agli ospiti carne umana. La stessa fino agli inizi del 900 attraversando zone boscose era infestata da briganti e pertanto lungo il percorso vi erano caserme con personale in armi per prevenire e reprimere il fenomeno del brigantaggio e anche a Macereto ve ne era una detta “ Il Picchetto di Ponte Macereto” che ha ospitato una stazione di carabinieri fino ai primi anni del primo dopo Guerra , edificio ancora ben conservato e visibile nelle passate funzioni. Ultimo brigante in luogo è stato “   Baicche” giovane calzolaio innamorato di una ricca signora Cascianina e da lei rifiutato, la uccise e datosi alla macchia rimase latitante per diversi anni, fatto datato fine 1800. Ricercando nella storia questa strada meriterebbe senz’ altro una molto più approfondita ricerca.
Durante la II° Guerra Mondiale da questa strada passarono ingenti truppe tedesche in ritirata ed intere colonne alleate autotrasportate in senso inverso per liberare l’alta Italia dall’invasione Tedesca. Il ponte Macereto fu bombardato per ben due volte, una prima volta da cacciabombardieri Inglesi senza esito positivo e una seconda volta da bombardieri bimotori USA con obiettivo colpito nei giorni dal 10 al 13 Giugno del 1944. Queste incursioni aere fecero due vittime a Macereto una donna anziana e la sua nipotina. Macereto fu liberato dalle truppe del C.E.F. il 28 Giugno del 1944.
Il palazzo patronale della tenuta in Loc. Campeccioli fu prima sede del comando tedesco e successivamente del comando USA. In loc. Campo “Pianlunghi” nella zona dove attualmente si trova il Poligono di Tiro gli Americani allestirono un deposito di armi e carburanti per rifornire le truppe al fronte.
In zona vi era un notevole traffico aereo vuoi Italo-Tedesco che alleato perché posizionata vicino all’aeroporto di Ampugnano. Queste notizie provengono dalla memoria di persone anziane presenti ai fatti bellici e tuttora in vita.

c) FIUME MERSE E LE ANTICHE TERME DEL DOCCIO

Il fiume Merse, la probabile  origine del nome “ Terre Emerse” nasce dalle “cornate” nei pressi di Gerfalco scorre formando ampie anse, si arricchisce di acqua nei pressi di Ciciano e nei piani di Orgia dove sembra vi sia un lago sotterraneo, giunge a Macereto e va a confluire nell’Ombrone vicino Salceta. Nelle sue acque chiare e fredde vi  è abbondante pesce, carpe, barbi, anguille, cadevani e altre specie. Il fiume fin dall’epoca della Repubblica Senese è stato oggetto di studi e di progetti per la costruzione di dighe sulla stesso ma mai realizzate.
Molti mulini in passato funzionavano grazie alla sua acqua, mulini oggi ancora esistenti ma non più funzionanti. Nel basso tratto del Merse è evidente una profonda falda dove in superficie scaturisce acqua calda ricca di elementi minerali zolfo, calce, arseniati ed altri nonchè emanazione di gas ricco di zolforati, una di queste emanazioni trovasi vicino al poligono di tiro. Queste acque termali sono ottime per cure, contro malattie delle ossa, della pelle e di certi organi interni, reni ed altro.
A Macereto famose sono le antiche terme del Doccio, lo stabilimento termale tuttora visibile è posto sull’argine del fiume e l’acqua scaturisce da sotto l’edificio acque valide per la cura delle malattie della pelle e delle ossa ma anche bevibili e benefiche per altre patologie. Terme volute dalla famiglia Tolomei e come si può vedere più volte restaurate. Lungo la strada Maremmana a 100metri o poco più dall’attuale ponte sulla superstrada in direzione di Siena, attualmente si può notare la presenza di alcune piante di acacia, qui vi era l’osteria del “ Doccio”  di supporto alle Terme per ristoro e albergo dei passanti e dei bagnanti. Questo rinomato luogo il cui edificio è esistito fino al Giugno del 1944 in cui fu distrutto dai tedeschi in ritirata e non è mai stato ricostruito, oggi ricordato in foto e cartoline, ultimo gestore di questa osteria fu “ Santi Sani “ da tutti conosciuto e ricordato un vero “ Personaggio “.
Le terme invece continuarono la loro attività per altri anni chiudendo nei primi anni del 1960 dopo una grossa esondazione e anch’esse mai più riaperte ed abbandonate a se stesse.

6 EVOLUZIONE DELLA TENUTA DI MACERETO CON L’AMPLIAMENTO DEL PALAZZO PADRONALE DI CAMPECCIOLI

La tenuta di Macereto probabilmente è vecchia quanto la nobile famiglia senese dei Tolomei, si estende per una superficie di circa Ha 400, oggi gestita in economia diretta, nel recente passato vigeva la mezzadria e contava 6 mezzadri più il personale di fattoria cosi’ fino a 50/60 anni fa, cosi’ quando con l’esodo della popolazione dalle campagne ebbe fine della mezzadria.
Nella tenuta si allevava bestiame bovini, suino, ovino e animale da cortile, si coltivava grano, mais, avena, orzo, foraggio per animali, attualmente riso in monocoltura.
La tenuta (dei Tolomei)  tra la I° e II° Guerra Mondiale acquista il podere Campeccioli composto da casa colonica e palazzo padronale residenza di campagna di ricche famiglie senesi, poiché dalla sua costruzione fine 800 fu oggetto di almeno tre passaggi di proprietà. I Tolomei ci stabilirono la fattoria con sede del fattore e centro amministrativo. Attualmente nel palazzo padronale di Camapeccioli vi abita il proprietario della tenuta, attuale proprietario di origine Piemontese, acquista la stessa subito dopo la II° Guerra Mondiale portando a Macereto la coltivazione del riso, il resto è attualità. 
Le fonti provengono dalla memoria storica delle persone, tramandata nel tempo e conservata fino ai giorni nostri.

 
                                                                                              Dott. Angelo Tassoni

ASSOCIAZIONE TIRO DINAMICO SIENA

 

Art. 1: DENOMINAZIONE NATURA SCOPI E SEDE.

 L’associazione “ TIRO DINAMICO SIENA” è una associazione sportiva  che, senza fini di lucro, riunisce ed organizza le persone fisiche che esercitano la specialità del tiro. Essa persegue fini sportivi e culturali partecipando con i propri associati alle gare indette dall’associazione e da altre analoghe organizzazioni e provvedendo essa stessa ad organizzare competizioni di tiro dinamico.

Ai fini del presente Statuto con la parola “Tiro Dinamico” si intende anche “Tiro Rapido” ed attività di tiro assimilate.

L’Associazione gode di autonomia tecnica, organizzativa e di gestione nel rispetto delle direttive del Consiglio Direttivo, in quanto non contrastanti con l’ordinamento giuridico italiano.

L’Associazione ha sede in Località PIAN DEI MORI 275/8 SOVICILLE (SI) 0577/349095 (tel/fax).

L’attività di tiro è esercitata presso i poligoni ed i campi di tiro autorizzati, nel pieno rispetto della legislazione vigente.

Promuove l’attività agonistica del tiro dinamico, curando la preparazione tecnica dei suoi iscritti attraverso appositi corsi e può diffondere tramite stampa specializzata e proprie pubblicazioni periodiche i programmi della propria attività sportiva ed associativa.

Art.2: ATTIVITA’ SOCIALE 

La associazione, per l’esercizio delle attività di cui l’art.1, osserva tutte le disposizioni di legge ed in particolare le norme di Pubblica Sicurezza.

L’ associazione, inoltre, osserva e fa osservare dagli iscritti la norme del regolamento emesso dal Consiglio Direttivo. 

 Art.3: FINANZIAMENTO

L’associazione provvede al conseguimento dei suoi scopi con i proventi delle iscrizioni annuali ed i contributi volontari degli associati e con le elargizioni pubbliche e private, previa delibera di accettazione del Consiglio Direttivo.   

Art.4: GLI ASSOCIATI

 I membri della Associazione sono così contraddistinti:

 • Soci Fondatori: quelli intervenuti all'atto costitutivo dell'associazione; rimarranno associati a vita ma potranno comunque uscirne a loro esclusivo giudizio con l'invio di formali dimissioni.

• Soci a Vita: coloro che, per particolari meriti, vengono proposti come tali dal Consiglio Direttivo che ne delibera l' accettazione nella Associazione. Essi vengono assimilati come prerogative statutarie ai soci fondatori, senza tuttavia poter partecipare alle cariche elettive.  

• Soci Individuali: coloro che, interessati agli scopi dell'Associazione, in possesso dei necessari requisiti fisici e morali, rivolgono espressa richiesta al Consiglio Direttivo che ne delibera l'accettazione.

• Soci Sostenitori: sono coloro che per ragioni affettive o di affinità culturale, partecipano alla vita associativa, pur non prendendo parte ad attività di tiro.

Il Consiglio Direttivo ne valuta la richiesta e ne delibera l'eventuale inserimento nei ruoli dell'Associazione.

I soci sostenitori non hanno diritto al voto in assemblea anche se in regola con le quote sociali, in quanto semplici fruitori di parte dell'attività e non partecipi alla vita amministrativa.

Art.5: ISCRITTI ALLA ASSOCIAZIONE 

Possono essere iscritti alla associazione i cittadini italiani  e della Comunità Europea che abbiano compiuto il 18° anno di età e siano in possesso dei necessari requisiti fisici, morali e giuridici.

L’iscrizione è decisa in modo insindacabile dal Consiglio Direttivo dell’Associazione su domanda degli aspiranti. 

Art.6: REQUISITI PER L’ISCRIZIONE

 Le iscrizioni alla associazione possono essere accolte dal Consiglio Direttivo qualora gli aspiranti esibiscono i seguenti documenti:

  • Certificato o documento da cui risulti la cittadinanza e l’età.

  • Porto d’armi per pistola, per fucile uso caccia, per fucile uso tiro a volo, carta di trasporto armi( ex art.76 del TULPS, L. 85/1986), che sia in corso di validità.

  • Decreto di guardia giurata.

  • Documento che dimostri la posizione di stato per gli appartenenti all’arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza e agli Agenti della Polizia di Stato e Penitenziaria e degli altri Corpi Armati e di Polizia che sono autorizzati a portare armi senza licenza a norma dell’art. 73 del regolamento per l’attuazione del testo unico delle leggi di Pubblica Sicurezza.

  • Documento che dimostri l’appartenenza alle Forze Armate dello Stato, limitatamente agli ufficiali e sottufficiali in servizio permanente effettivo ed ausiliario.

  • Per i soci sostenitori non è richiesta alcuna documentazione.

 Art.7: DOVERE DEGLI ISCRITTI 

Con l’iscrizione alla associazione, l’iscritto, si obbliga a: 

  • osservare le norme del presente Statuto, nonché ogni altra disposizione deliberata dal Consiglio Direttivo della Associazione

  • osservare il regolamento di poligono

  • pagare la quota annua dell’iscrizione all’ Associazione, il cui ammontare è fissato ogni anno dal Consiglio Direttivo.

  •  accettare le decisioni dell’associazione e dei suoi organi in ogni vertenza di carattere tecnico/sportivo e disciplinare attinente all’attività di tiro dinamico

  • l’iscritto relativamente all’attività del tiro dinamico che si ritenga leso nei suoi diritti può ricorrere all’arbitrato di cui al successivo articolo 26

Art.8: ORGANI DELLA ASSOCIAZIONE

 Sono organi dell’associazione:

  • Assemblea degli iscritti

  • Il Presidente

  • Il Consiglio Direttivo

  • Il Segretario

  • I Revisori dei Conti

  • I Responsabili del Poligono

Art.10: L’ASSEMBLEA DEGLI ISCRITTI

 E’ convocata dal Presidente dell’Associazione in sessione ordinaria almeno una volta l’anno per: 

  • stabilire le direttive generali ed organizzative dell’attività sociale

  • approvare e modificare il regolamento di attuazione allo statuto

  • discutere e deliberare sulla relazione tecnica-morale-finanziaria della gestione sociale

  • deliberare su ogni altro argomento iscritto all’ordine del giorno

L’assemblea è convocata a mezzo avviso affisso nella sede sociale o nel poligono ove si svolgerà l’attività sociale ialmeno 15 giorni prima della data fissata. L’avviso di convocazione deve indicare il luogo,la data,l’ora ed il relativo ordine del giorno. 

Hanno diritto a partecipare all’assemblea tutti gli iscritti alla associazione in regola con il versamento della quota annuale di iscrizione. 

L’assemblea è validamente costituita in prima convocazione se è presente la metà più uno del totale degli iscritti.

Trascorsa un’ora dalla prima convocazione, l’assemblea si intende regolarmente costituita in seconda convocazione qualunque sia il numero degli iscritti presenti.

Le decisioni sono prese a maggioranza dei presenti aventi diritto al voto, per alzata di mano, per appello nominale o con voto segreto da effettuarsi qualora l’Assemblea lo deliberi preventivamente mediante alzata di mano.  L’assemblea degli iscritti può essere convocata in sessione straordinaria, su delibera del Consiglio Direttivo della Associazione per modifiche alle norme del presente Statuto o per gravi circostanze o su richiesta scritta motivata di almeno la metà degli iscritti aventi diritto a voto e quindi in regola con il  versamento delle quote associative annuali.

Anche l’assemblea straordinaria viene convocata , è valida e  delibera con la modalità previste nei precedenti paragrafi per l’assemblea ordinaria.

L’assemblea degli iscritti viene convocata in sessione elettorale, per il rinnovo delle cariche sociali entro e non oltre 30 giorni dalla scadenza del mandato dei consiglieri stessi.

L’assemblea elettorale è validamente costituita in prima convocazione se è presente la metà  più uno degli aventi diritto; in seconda convocazione quando è presente un terzo più uno degli aventi diritto e delibera sempre a maggioranza dei presenti.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’associazione che si avvale per le funzioni di Segretario del Segretario della associazione stessa.

Dei lavori dell’assemblea viene redatto verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

Ciascun socio individuale iscritto alla Associazione e che sia iscritto continuativamente all’Associazione da almeno otto mesi ha diritto ad un voto.

I soci fondatori  hanno diritto a 2 voti

Non sono ammesse deleghe.

 Art.11: CANDIDATURE E CARICHE ELETTIVE 

I requisiti per rivestire le cariche sociali sono:

  • essere cittadini italiani o della Comunità Europea maggiorenni

  • godere di diritti civili e politici

  • essere iscritti alla associazione per un periodo ininterrotto di almeno 2 anni

  • essere in possesso di buoni requisiti morali: cioè no aver mai riportato condanne penali per delitto doloso

 Art.12: VOTAZIONI

 L’elettore, per essere ammesso a votare, deve essere riconosciuto nella persona e nel suo diritto al voto.

Le votazioni per le elezioni di cariche sociali avvengono con scheda segreta.

Lo spoglio delle schede avviene in modo che possano assistervi tutti gli associati.

Sono dichiarate nulle le schede non fornite dal seggio e quelle che presentano segni atti a far riconoscere l’elettore che le ha votate.

Le schede che riportano un numero di candidati superiore a quello da eleggere o che riportano nomi di persone non leggibili, sono anch’esse dichiarate nulle.

Il conteggio dei voti determina la graduatoria; i primi dieci vengono proclamati consiglieri e firmano per accettazione della carica.

 Art. 13: IL PRESIDENTE

 I consiglieri neo eletti si riuniscono per eleggere tra di loro il presidente.

Il presidente ha la rappresentanza legale della Associazione ed è responsabile del suo funzionamento nei confronti degli iscritti ed ha la firma degli atti sociali; convoca l’assemblea degli iscritti; convoca il Consiglio Direttivo e ne presiede le riunioni; decide su provvedimenti aventi carattere d’urgenza, con l’obbligo, però, di sottoporli a convalida nella prima riunione del Consiglio Direttivo.

Dispone indagini ed inchieste su eventuali mancanze disciplinari dei singoli iscritti e provvede alle procedure previste.

In caso di assenza, il Presidente può delegare tutte le sue funzioni ad un consigliere nominato dal Consiglio Direttivo.

In caso di dimissioni del Presidente, egli stesso comunica la propria motivata decisione, per iscritto, al Consiglio Direttivo della Associazione il quale ne prende atto. Il Consiglieri più anziano convoca immediatamente il Consiglio per provvedere alla elezione del nuovo Presidente e temporaneamente svolge le funzioni del Presidente.

Se le dimissioni del Presidente si riferiscono anche alla carica di consigliere, il Consiglio Direttivo invita a far parte del consiglio il primo dei candidati che nella graduatoria elettorale seguiva con il maggior numero di voti.

 Art. 14: IL CONSIGLIO DIRETTIVO 

Il Consiglio Direttivo dura in carica dieci anni  ed è composto da dieci consiglieri, eletti tra gli iscritti alla Associazione da almeno due anni, tra cui il Presidente, eletto con le modalità previste dall’art. 13.

 Il consiglio viene convocato dal Presidente almeno tre volte l’anno con preavviso di dieci giorni. La convocazione deve indicare la data, il luogo e l’ora della riunione.

Può essere convocato anche su richiesta motivata di tre dei suoi componenti.

Per la validità delle riunioni del Consiglio Direttivo è necessaria la metà più uno dei suoi membri.

Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza di voti dei presenti. Non sono ammesse presenze per delega. I verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo sono firmati dal Presidente e dal Segretario.

In particolare il CD provvede a:

  • nominare i revisori dei conti

  • nominare il coordinatore delle attività sportive

  • nominare il coordinatore dei  Responsabili del Poligono

  • organizzare l’attività associativa

  • stabilire il programma dell’anno.

  • Indire l’assemblea degli iscritti una volta l’anno

  • convocare l’assemblea elettorale, entro 30 gg dalla scadenza del mandato dei consiglieri stessi

  • approvare i conti consuntivi e preventivi del bilancio

  • deliberare l’ammissione nella associazione dei richiedenti aspiranti

  • adottare eventuali provvedimenti disciplinari a carico degli iscritti per lievi mancanze che comportano il rimprovero verbale o scritto e la sospensione da ogni attività associativa fino ad un mese.

  • nel caso di dimissioni o indisponibilità di uno o più consiglieri, subentrano in carica coloro che nella graduatoria delle elezioni seguivano con maggiore numero di voti.

  • le dimissioni contemporanee di tutti i consiglieri, comportano la decadenza dell’intero Consiglio Direttivo, compreso il presidente.

  • il membro del Consiglio Direttivo che, senza giustificato motivo, non partecipa per tre volte consecutive alle riunioni regolarmente convocate o che nel corso del suo mandato partecipa all’attività sociale in modo discontinuo, può essere proposto per la sostituzione.

Art.15: REVISORI DEI CONTI

  • Vengono nominati dal Consiglio Direttivo e scelti due tra i consiglieri e uno tra i soci, ritenuti esperti in materia amministrativa- contabile.

  • Partecipano alle riunioni del Consiglio Direttivo, ma solo i Consiglieri hanno diritto al voto.

  • Durano in carica dieci anni come il Consiglio Direttivo che li nomina.

 I loro compiti sono:

  • controllare la situazione finanziaria e la regolarità della documentazione contabile della associazione.

Per provvedere a ciò:

  • hanno facoltà di esaminare libri, registri e atti e di effettuare verifiche amministrative e di cassa.

  • Alla fine di ogni anno presentano per iscritto al Consiglio Direttivo la relazione sulla gestione dell’esercizio terminato.

Art. 16: COORDINATORE DELLE ATTIVITA’ SPORTIVE

 Viene nominato dal Consiglio Direttivo per  cinque anni , coordina le attività sportive e così gare e manifestazioni.

 Art.17: COORDINATORE DEI RESPONSABILI DEL POLIGONO

Viene nominato dal Consiglio Direttivo per cinque anni , coordina i responsabili del Poligono e verifica l’applicazione del regolamento.

 Art.18: TESSERAMENTO

 La quota di iscrizione alla associazione è stabilita ogni anno dal Consiglio Direttivo.

 Art.20: ATTIVITA’ DI TIRO DELLA ASSOCIAZIONE 

L’attività di tiro dinamico, compiuta mediante lezioni, allenamenti o gare, deve essere svolta secondo le norme in vigore nell’Associazione e con l’osservanza di ogni altra disposizione di legge.

L’attività di tiro deve essere coperta da assicurazione per danni a terzi provocati all’interno e all’esterno del poligono o campo di tiro.

L’assicurazione deve garantire la Associazione  da ogni responsabilità civile per danni conseguenti ad incidenti di tiro verificatesi nel poligono, per danni arrecati a terzi, compresi gli iscritti alla associazione stessa, ai tiratori, agli spettatori ed al personale di servizio, sia all’esterno che nelle immediate vicinanze di esso.

 Art.21: DIREZIONE DI TIRO

 L’attività di tiro deve essere sempre svolta sotto la direzione di un responsabile del Poligono.

Gli istruttori ed i responsabili del Poligono devono essere autorizzati dal Consiglio Direttivo. 

Art.22: SANZIONI DISCIPLINARI

 Il Presidente o il Consiglio Direttivo  della Associazione dispongono gli accertamenti per verificare le mancanze disciplinari formulate a carico di un associato indiziato.

Quando l’accertamento risulti sfavorevole all’iscritto, il Consiglio Direttivo adotta i provvedimenti disciplinari di sua competenza, oppure, nei casi di maggiore gravità, rimette gli atti agli organi di P.S. competenti.

Sono di competenza del Consiglio Direttivo della Associazione le seguenti sanzioni:

  • il rimprovero verbale, per trasgressioni e atti di indisciplina lievi verso i dirigenti nell’esercizio delle loro attribuzione.

  • il rimprovero scritto, per attività svolta in contrasto con gli interessi associativi.

  • la sospensione da ogni attività svolta fino ad un mese, per trasgressioni alle norme del presente Statuto o del regolamento, per atti di indisciplina o per contegno sportivo scorretto.

  • espulsione per gravi motivi (maneggio indiscriminato delle armi, reiterate trasgressioni  di cui al punto 3 che precede).

 I provvedimenti disciplinari debbono essere adottati mediante contestazione scritta all’interessato, al quale dovrà essere fissato un termine di venti giorni per le controdeduzioni.

 Art. 23: RICORSI

 Avverso le sanzioni inflitte dalla associazione, è ammesso il ricorso al Consiglio Direttivo entro venti giorni dalla data di comunicazione del provvedimento.

Il ricorso non comporta la sospensione del provvedimento in atto. 

Art. 24: GESTIONE AMMINISTRATIVA

 La Associazione provvede alle spese di esercizio:

  • con le quote annuali dei propri iscritti.

  • con i proventi dei corsi e delle lezioni di tiro.

  • con i finanziamenti provenienti da enti pubblici e privati.

  • con ogni altro provento di legittima origine.

 L’esercizio finanziario ha inizio il primo gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.

Il bilancio preventivo e il conto consuntivo sono approvati dal Consiglio Direttivo della associazione e discussi nella relazione di gestione presentata all’assemblea degli iscritti.

Gli ordini di riscossione e i mandati di pagamento sono firmati dal Presidente e dal Segretario e sono conservati assieme ai documenti giustificativi presso la associazione, a disposizione per eventuali verifiche e controlli.

E’ stabilita dal Consiglio Direttivo una cifra massima, utilizzabile dal presidente, senza riunire il Consiglio Direttivo, per fare fronte alle minute spese.

 Art. 25: LA SEGRETERIA

 Per lo svolgimento dei compiti di segreteria, nonché per gli altri compiti previsti nel presente statuto il Consiglio Direttivo nomina tra i suoi membri un segretario e puà avvalersi di altra persona idonea al lavoro di ufficio, stabilendone il compenso.

E’ stabilita dal Consiglio  Direttivo una cifra da anticipare alla segreteria per le minute spese.

Tutte le cariche elettive sono gratuite; possono solo essere rimborsate le spese vive sostenute dai singoli per lo svolgimento del proprio mandato. 

Art.26: CLAUSOLA COMPROMISSORIA

Tutti gli iscritti sono obbligati a rispettare i provvedimenti adottati dal Consiglio Direttivo della Associazione, i quali hanno piena e definitiva efficacia per le persone iscritte alla Associazione stessa. Gli iscritti si impegnano, pertanto, ad accettare le decisioni di carattere tecnico e disciplinare emanate dal Consiglio Direttivo.

Qualora tuttavia l’iscritto intendesse comunque  impugnare le decisioni del Consiglio Direttivo, così come nei casi in cui sorgano controversi tra associati o tra associati e l’associazione, la competenza per decidere in merito spetterà preferibilmente ad un collegio arbitrale composto di tre membri,  di cui uno nominato da ciascuna delle parti in contesa ed il terzo indicato dagli arbitri come sopra nominati tra gli esperti in materia di tiro.

Il collegio arbitrale, una volta adito da tutte le parti in contesa, giudicherà come amichevole compositore in via irrituale e le sue determinazioni saranno definitive ed inappellabili. 

Tuttavia, qualora anche una delle parti in contesa non intendesse avvalersi della predetta clausola compromissoria,  la competenza spetterà l’autorità giudiziaria ordinaria.  

Art. 27 SCIOGLIMENTO – CLAUSOLA FINALE

L’Assemblea straordinaria della Associazione potrà deliberare l’anticipato scioglimento. In tutti i casi di scioglimento, verrà nominato dall’Assemblea un liquidatore, che devolverà le attività residue, dopo aver pagato i debiti sociali, ad altre associazioni svolgenti atti

Per quanto non espressamente previsto nel presente statuto, vengono applicate le norme del Codice civile vigenti in materia di associazioni.



 



LLA

DEL POLIGONO CHIUSO A CIELO APERTO IN USO ALLA

“ASSOCIAZIONE DI TIRO DINAMICO SIENA”

 

Art. 1  

L’accesso alle linee di tiro del poligono e l’utilizzo delle stesse con armi da fuoco è riservato ai soli Soci, regolarmente iscritti ed in regola con il pagamento delle quote, muniti di regolare porto d’armi e del tesserino di riconoscimento rilasciato dalla Associazione Tiro Dinamico Siena. 

Art.2 

All’interno del poligono possono essere utilizzate le armi di proprietà dei Soci o quelle di proprietà dell’Associazione di Tiro.

Non possono essere utilizzate armi di proprietà di soggetti diversi da quelli descritti nel comma precedente.

Art.3

Per l’attività di fuoco possono essere utilizzate tutte le armi lunghe o corte, ad anima liscia o rigata che rispondano ai requisiti di cui all’Art. n.2.

In particolare saranno utilizzabilii calibri utilizzabili regolarmente catalogati e consentiti dalla legge. 

Art.4

All’interno del poligono dovranno essere severamente rispettate le norme di sicurezza riguardanti il porto ed il maneggio delle armi.

Ciascun Socio sarà penalmente e civilmente responsabile della violazione di tali norme e si impegna a segnalare ai Responsabili del Poligono, che provvederà di conseguenza, ogni violazione da parte dei tiratori presenti.  

Art.5

Le armi sia corte sia lunghe dovranno essere trasportate scariche e racchiuse all’interno delle rispettive custodie da cui dovranno essere tolte solo all’arrivo del tiratore sulla linea di tiro.

Art.6 

Nei momenti diversi dall’esercitazione al fuoco, ma comunque sulla linea di tiro, le armi lunghe dovranno essere tenute con l’otturatore aperto e, ove possibile prive del caricatore. Le armi corte semiautomatiche dovranno essere tenute con l’otturatore aperto e prive del caricatore.

Le armi a rotazione, ove possibile dovranno essere tenute con il tamburo aperto e scarico.

Tutte le munizioni di cui ai precedenti commi dovranno essere sempre  custodite negli appositi contenitori e separate dall’arma e dai caricatori.

Tutte le armi dovranno essere lasciate sul banco in modo visibile.

Art.7 

Per nessun motivo le armi dovranno essere puntate verso persone o animali o verso una qualunque zona del poligono che non sia il parapalle.

Tutte le manipolazioni per il carico e per lo scarico delle armi dovranno essere effettuate esclusivamente con l’arma parallela al terreno e con  il vivo di volata rivolto verso il parapalle.                           

 Art.8

Ogni Socio sulla linea di tiro dovrà obbligatoriamente fare uso di occhiali e di cuffie protettive; in caso di assenza di uno di tali presidi non sarà possibile effettuare il tiro. A discrezione dei Responsabili del Poligono, per il solo tiro con le armi lunghe, potranno non essere usati occhiali protettivi in caso di armi con otturatore manuale girevole e con ottica sulla stessa arma.

Art.9 

 I soci, in caso di utilizzo di cartucce ricaricate, come ben evidenziato nella dichiarazione che dovranno rilasciare, si assumono completamente le responsabilità in caso di incidenti o danni da esse derivate.

Lo stesso principio vale per i soci che utilizzano armi a polvere nera. 

Art.10 

Ogni Socio si impegna a rispettare quanto previsto nel presente regolamento e ad assolvere alle direttive sulle tecniche di tiro e sulle norme di sicurezza  impartite dal Responsabile del Poligono il quale è tenuto, in caso di inosservanza, ad allontanare il tiratore dalla linea di fuoco.

In caso di violazione grave di una norma di sicurezza o di inosservanza reiterata ad uno dei presenti articoli il Consiglio Direttivo dell’Associazione valuterà l’opportunità di sospendere il tiratore da ogni attività sociale. 

Art.11 

Il presente regolamento sarà affisso in visione a tutti i Soci in apposito e idoneo luogo all’interno del poligono. 

Art.12 

Ogni Socio dovrà, alla fine della sessione di tiro bonificare la linea di tiro di sua competenza e lasciare la postazione pulita ed in ordine.

I bossoli raccolti dovranno essere poi custoditi in appositi contenitori messi a disposizione dei Soci.

I bersagli usati dovranno essere raccolti e introdotti in appositi contenitori per i rifiuti. 

                                                           Art.13 

Nel caso in cui si verifichi un incidente di tiro (inceppamenti o malfunzionamenti dell’arma) il Socio dovrà tenere sempre l’arma parallela al terreno ed il vivo di volata rivolto verso il parapalle attirando l’attenzione del Responsabile del Poligono alzando un braccio e chiamando a voce chiara  l’incidente di tiro, Il Responsabile del poligono, dopo una attenta analisi, chiederà in caso di impossibilità di continuare senza pericolo alcuno al Socio di mettere l’arma in sicura e in custodia ed inviterà il tiratore ad abbandonare la linea di tiro per recarsi presso uno specialista .

Si ricorda e si precisa che ogni tiratore è unico responsabile del funzionamento dell’arma che utilizza e che i Responsabili del Poligono non possono, in caso di inceppamenti o mal funzionamenti, effettuare interventi sulle armi in quanto non abilitati a tale tipo di attività

Art. 14 

E’ severamente vietata la sostituzione dei bersagli se non con la previa autorizzazione del Responsabile del Poligono che provvederà, al momento opportuno, a far interrompere il tiro per il tempo necessario allo svolgimento di tale operazione in condizioni di sicurezza.. 

Art.15 

E’ severamente vietato l’accesso alla zona antistante la linea di tiro.

I bambini dovranno sempre essere accompagnati dai genitori o da persone esperte. 

Art. 16

Il Socio, prima di accedere alla linea di tiro, dovrà trascrivere su un apposito registro le proprie generalità, la matricola dell’arma usata, la marca ed il tipo, l’ora d’inizio dell’esercitazione, inoltre, al termine di questa dovrà apporre la sua firma e l’ora di termine.

Il tempo massimo consentito per le esercitazione di tiro ha una durata massima di 1 ora e 30 minuti.

Art.17 

Nel caso in cui il Socio sia un esordiente dovrà rivolgersi al Responsabile del Poligono chiedendo di essere assistito al fine di ottenere la massima sicurezza nel maneggio dell’arma.                                                      

Art.18 

L’associazione non è responsabile per le temporanee interruzioni dell’attività a fuoco connesse con le attività lavorative della cava o dovute ad eventi comunque indipendenti dalla volontà dei Soci.

Art.19

E’ vietato per i Soci e per i Responsabili del Poligono effettuare interventi di qualsiasi grado,sia aggiustamenti che riparazioni, su armi e munizionamenti di ogni tipo all’interno del poligono di tiro.